Cosa è l’assegno sociale INPS

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Esistono purtroppo molte persone anziane che vivono tutt’oggi sotto la soglia della povertà. Si tratta di uomini o donne che, nella vita, non hanno avuto quella fortuna di poter accantonare, anno dopo anno, i contributi previdenziali per poter accedere alle normali prestazioni pensionistiche pubbliche. E a costoro, al fine di garantire loro una vita un minimo dignitosa, lo Stato fornisce un – se pur piccolo – contributo economico. Stiamo parlando dell’assegno sociale INPS.

INPS: assegno sociale o pensione sociale?

Diciamo subito che quando parliamo di assegno sociale, oggi, intendiamo proprio ciò che un tempo si chiamava in realtà “pensione sociale“. Quest’ultima prestazione è stata abolita nel lontano 1996, con la Legge n.335 dell’8 agosto 1995. In essa, al comma 6 dell’Art.3, si precisa infatti che “[c]on effetto dal 1° gennaio 1996, in luogo della pensione sociale e delle relative maggiorazioni, ai cittadini italiani, residenti in Italia, che abbiano compiuto 65 anni e si trovino nelle condizioni reddituali di cui al presente comma è corrisposto un assegno di base non reversibile fino ad un ammontare annuo netto da imposta pari, per il 1996, a lire 6.240.000, denominato «assegno sociale».
Erano altri tempi, ovviamente: la prestazione maturava già al sessantacinquesimo anno e gli importi riconosciuti, in Lire, consentivano sicuramente una vita migliore di quella che – con l’Euro – può essere garantita oggi.

Assegno sociale: a chi spetta

I beneficiari della prestazione sono tutti quei cittadini – italiani o equiparati – il cui reddito risulta inferiore ad una certa soglia. Costoro, inoltre, debbono avere un’età non inferiore ai 67 anni e debbono essere soggiornanti regolarmente e continuativamente nel nostro paese da almeno dieci anni.
In relazione al limite di reddito, la normativa distingue due casi:

  • i cittadini non coniugati, per i quali il limite reddituale è pari a 6.542,51 €;
  • i cittadini coniugati, per i quali si considera come limite un reddito familiare di 13.085,02 €.

L’assegno sociale viene percepito integralmente, per tredici mensilità, dai cittadini non coniugati senza alcun reddito, mentre per quelli coniugati la prestazione spetta per intero se il reddito familiare è inferiore a 6.542,51 €.
L’assegno viene invece erogato in misura ridotta a tutti i cittadini non coniugati il cui reddito è inferiore al limite previsto di 6.542,51 €. Per coloro invece che risultano sposati, si considera una prestazione ridotta se il reddito familiare è compreso tra 6.542.51 € e 13.085,02 €.

L’importo dell’assegno sociale INPS

L’importo mensile dell’assegno sociale è pari attualmente a 503,27 €. Essendo erogato per tredici mesi, il totale annuo corrisponde esattamente al limite di reddito per i single, oltre il quale la prestazione cessa: 6.542,51 €. L’importo ridotto è calcolato in base al reale reddito del beneficiario, in modo da consentire a quest’ultimo di giungere alla soglia dei 6.542,51 € annui. Facciamo un esempio per chiarirci: se il beneficiario ha un reddito personale annuo di 5.000 €, l’importo dell’assegno sociale da erogare sarà dato dalla differenza tra 6.542,51 € e 5.000 €, ovvero 1.542,51 € (118,65 € al mese per tredici mesi).
Vale la pena di sottolineare che la prestazione non può cioè essere percepita se si risiede all’estero, non è reversibile ed ha carattere provvisorio. Ogni anno, infatti, l’INPS è tenuta a verificare sia il possesso dei requisiti economici sia la residenza in Italia del beneficiario.
Le domande per ricevere l’assegno sociale INPS debbono essere presentate online sia individualmente sia tramite l’ausilio di un patronato.

Riccardo Cantini

Nato a Piombino (LI) nel 1969, vive a Firenze da circa trent’anni. Laureato in filosofia, è stato editor e product manager per diverse realtà editoriali fiorentine. Da oltre dieci anni svolge l’attività di consulente assicurativo. Si interessa in particolare di soluzioni assicurative per le PMI, di previdenza integrativa e di soluzioni d’investimento assicurativo.