Maggio 28, 2024
produttori vino

OCM vino e PSR vino

Molti sono, da diversi anni, i bandi, le agevolazioni e i finanziamenti pubblici nel settore agricolo. Anche per i produttori vino è possibile accedere a forme agevolate di spesa, attraverso due strumenti specifici dell’Unione Europea: OCM e PSR.

OCM Vino

L’Art.45 del regolamento (UE) n. 1308/2013 fornisce l’indirizzo relativo alla promozione dei e all’informazione sui vini dell’Unione Europea. In particolare, vi si legge, vengono intraprese misure a sostegno della promozione e dell’informazione dei vini UE “[…] nei paesi terzi, al fine di migliorarne la competitività.” L’idea è principalmente quella di “spingere” in primo luogo i DOP e gli IGP a livello internazionale, attraverso:

  • pubbliche relazioni e pubblicità;
  • la partecipazione a fiere di settore;
  • campagne informative;
  • studi di mercato.

Tali misure di supporto consistono in un contributo finanziato dalla UE pari al massimo al 50% delle spese sostenute.
Ogni paese europeo ha adottato, dal 2013, proprie misure attuative in relazione a queste generiche disposizioni europee. In particolare l’Italia, con il decreto n.3893/2019 del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, ha introdotto l’OCM Vino. L’ultimo aggiornamento, al momento in cui scriviamo, è un ulteriore decreto ministeriale, dello scorso 1 giugno 2022, emanato al fine di contrastare la crisi internazionale conseguente sia alla guerra russo-ucraina sia alle misure di contenimento del Covid-19 praticate dalla Cina.

Cosa finanzia l’OCM Vino

I produttori vitivinicoli possono quindi promuovere in maniera agevolata i vini DOP, gli IGP, i vini spumanti di qualità (aromatici o meno) e i vini con l’indicazione della varietà. I progetti (nazionali, regionali o multiregionali) hanno durata massima di tre anni. Per il biennio 2022-2023 i fondi sono stati già stanziati e distribuiti dal Ministero regione per regione. Per accedere al prossimo bando, bisognerà attendere la primavera di quest’anno.

PSR Vino

PSR è un acronimo che sta per Piano di Sviluppo Rurale. E’ anch’esso uno strumento europeo volto al finanziamento di progetti agroalimentari, disciplinato a partire dal regolamento (UE) n1305/2013. Come si legge sul portale UE dedicato all’agricoltura, lo sviluppo rurale è uno dei due pilastri della politica agricola comune, volto a favorire “[…] la sostenibilità sociale, ambientale ed economica delle zone rurali.
I finanziamenti europei dedicati ai PRS sono integrati dai governi nazionali europei e possono avere sia un respiro nazionale sia regionale. Ogni Piano di Sviluppo Rurale deve avere, come obiettivi specifici, almeno quattro delle seguenti sei priorità:

  • promozione dell’innovazione in agricoltura;
  • gestione sostenibile delle foreste;
  • ottimizzazione della gestione dei rischi agricoli;
  • rafforzamento della transizione ecologica;
  • valorizzazione degli ecosistemi agricolo-forestali;
  • promozione dello sviluppo economico delle zone rurali.

Dall’anno in corso, le iniziative di sviluppo rurale faranno parte integrante dei piani strategici nazionali della Politica Agricola Comune.
Anche nel caso dei PSR, i fondi e le altre forme agevolate di finanziamento sono direttamente gestiti da enti regionali preposti. Per avere informazioni più dettagliate, è possibile consultare il sito dell’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), ove si trovano elencati, regione per regione, gli Organismi pagatori.
Ancora non conosciamo i dettagli delle nuove misure PSR di quest’anno, ma segnaliamo, tra le misure precedentemente adottate e che dovrebbero ancora ritagliarsi un posto di rilievo, la cosiddetta Misura 4, “Investimenti in immobilizzazioni materiali”. Tramite le varie sotto-misure è stato sino ad oggi infatti possibile finanziare sino al 50% delle spese relative all’efficientamento di impianti, infrastrutture e commercializzazione delle imprese vitivinicole.