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Indennizzo diretto: novità in arrivo

E’ di poche settimane fa la novità introdotta nel DDL Concorrenza in relazione al cosiddetto “risarcimento” o “indennizzo diretto” per i sinistri RCA. Si tratta di una estensione della procedura liquidatoria adottata comunemente in Italia, quando si hanno collisioni tra due veicoli. Sino ad oggi le compagnie assicurative con sede legale estera, pur operanti sul territorio italiano, ne sono escluse. La norma – che ha l’obiettivo di rendere uniforme il processo liquidativo, integrando nella procedura le imprese straniere – non piace però a tutti. Cerchiamo di capirci qualcosa di più.

Che cos’è il risarcimento diretto

Il Codice delle Assicurazioni private ha recepito l’indennizzo diretto con l’entrata in vigore del cosiddetto Decreto Bersani, il 1 febbraio 2007. Oggi esso è interamente disciplinato dall’Art.149 del suddetto Codice. In sintesi, in esso si specifica che, qualora in un sinistro avvenuto sul territorio italiano siano coinvolti due veicoli a motore immatricolati nel nostro paese, con danni limitati ai veicoli stessi o ai loro conducenti, i danneggiati devono rivolgere richiesta di risarcimento alla propria compagnia di assicurazione. I danni al veicolo e alle cose trasportate sono in tal caso interamente coperti dalla procedura di risarcimento diretto. I danni al conducente lo sono solamente se le lesioni riportate risultano essere di “lieve entità“, ossia pari o inferiori al 9%. Si sottolinea inoltre che “[l]a procedura non si applica ai sinistri che coinvolgono veicoli immatricolati all’estero […]”, così come al risarcimento dei danni subiti dal terzo trasportato. L’impresa del danneggiato è così obbligata a liquidare direttamente il proprio assicurato per conto della compagnia di assicurazione della controparte, con la quale in seguito regolerà il rapporto.

CARD: che cosa è?

CARD è un acronimo che sta per Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto. Si tratta di un accordo stipulato tra le compagnie di assicurazione a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Bersani. Di fatto, la Convenzione regola le procedure di indennizzo tra le compagnie, velocizzando il processo liquidativo. L’assicurato danneggiato denuncia il sinistro alla propria compagnia la quale, dopo aver liquidato, fa valere i propri diritti con quella di controparte all’interno dell’accordo CARD. L’ANIA ha pubblicato un elenco, aggiornato allo scorso anno, delle imprese assicurative che aderiscono alla Convenzione.

Indennizzo diretto: chi è contrario?

Le associazioni dei consumatori, nonché diversi operatori del settore, si sono pronunciati contro l’estensione della procedura di risarcimento diretto. Si tratterebbe infatti di un processo che peggiorerebbe il regime di oligopolio attuale. Inoltre, potrebbero ingenerarsi maggiori spese per gli assicurati. Il Movimento Consumatori, ad esempio, lamenta espressamente la presenza di “[…] gravi criticità in termini di anticoncorrenzialità e abuso di posizione dominante.” Quello che l’associazione teme è “[…] l’aumento del costo del premio di polizza; per non parlare poi del proliferare incontrollato di clausole inconferenti con l’oggetto del contratto di RC Auto che prevedono decurtazioni illegittime sull’importo del risarcimento che deve sempre rimanere integrale”. Ciò che viene espressamente suggerito è che sia proprio l’accordo CARD – che vede al suo interno cinque compagnie assicurative che, da sole, raccolgono oltre il 70% dei premi RCA – a produrre tariffe alte e meno competitive. Le compagnie estere, che ne sono fuori, possono pertanto permettersi un tariffario più basso. E con ciò alimentare la concorrenza.

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