Polizza Vita: la Cassazione fa distinzione tra Assicurazione e Investimento

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Senza nessuna garanzia sul capitale, non si parla di Polizza Vita, bensì di Investimento.

Arriva il chiarimento dalla Corte di Cassazione, attraverso la sentenza 10333/2018, la quale stabilisce che una Polizza Vita può considerarsi come tale solamente se l’assicuratore si assume il rischio dell’assicurato, cioè se garantisce la restituzione del capitale investito. In qualsiasi altro caso di formule che prevedono un rischio, ad esempio legato alla prestazione di un’investimento o agli andamenti di beni o titoli, questo rischio ricade sul cliente e saremo di fronte ad un normale investimento.

È un’importante passo in avanti verso la tutela dei consumatori e una scossa per il mondo delle Compagnie Assicurative. I primi, infatti, vedono per la prima volta un chiarimento burocratico che per anni è stato vago, mentre i secondi dovranno fare attenzione e riadattarsi, anche dal punto di vista fiscale a queste precisazioni già espresse in precedenza dal Tribunale di Milano.

Società fiduciarie e comunicazioni

La sentenza chiarisce dei punti importanti anche per quel che riguarda i contratti stabiliti da persone fisiche attraverso delle Società Fiduciarie: il fulcro del discorso è che in questo caso l’investitore non è la società, ma lo stesso assicurato. Conseguenza di ciò è che l’intermediario finanziario dovrà rapportarsi con il fiduciante per quel che riguarda gli adempimenti del contratto assicurativo, e non con la società fiduciaria.

L’intermediario sarà quindi obbligato a fornire informazioni adeguate e tempestive al cliente sulla natura, i rischi e le implicazioni delle operazioni da svolgere allo scopo di renderlo totalmente consapevole delle scelte d’investimento.

In caso di un’informativa al cliente non adeguata o del tutto assente, avviene la risoluzione del contratto con l’assicurazione, con conseguente restituzione del capitale versato e relativo risarcimento dei danni.

È chiaro che si tratta di un’importante novità nel ramo assicurativo che avrà conseguenze anche in ambito fiscale, obbligando tutte le Compagnie Assicurative ad adeguarsi a questa nuova riclassificazione delle Polizza Vita.

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Riccardo Cantini

Riccardo Cantini

Autore articolo

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Nato a Piombino (LI) nel 1969, vive a Firenze da circa trent’anni. Laureato in filosofia, è stato editor e product manager per diverse realtà editoriali fiorentine. Da oltre dieci anni svolge l’attività di consulente assicurativo. Si interessa in particolare di soluzioni assicurative per le PMI, di previdenza integrativa e di soluzioni d’investimento assicurativo.

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