Aprile 23, 2024
fondo per il sostegno alla transizione industriale

Forse non tutti gli imprenditori, piccoli o grandi che siano, sanno che esiste in Italia una agevolazione importante, volta a combattere il cambiamento climatico tramite incentivi alle aziende. Si tratta del fondo per il sostegno alla transizione industriale, e nel seguito di quest’articolo ne indicheremo le caratteristiche salienti.

Che cos’è il fondo per il sostegno alla transizione industriale

L’obbiettivo dell’agevolazione è quella di consentire alle imprese di poter investire, adeguando i propri impianti mirando ad una maggiore salvaguardia ambientale, usufruendo di un importante contributo a fondo perduto. Il Fondo per il sostegno alla transizione industriale ha una dotazione, attualmente, di 300 milioni di euro.

Quali imprese sono agevolate?

L’incentivo si rivolge ad imprese di qualsiasi dimensione. L’importante è che esse siano ubicate ed operanti in Italia prevalentemente nel settore estrattivo e manifatturiero, così come precisato nella classificazione ATECO 2007 (sezioni B e C). Segnaliamo però che il 50% delle risorse del fondo, ossia 150 milioni di euro, sono destinati alle imprese cosiddette “energivore”, ossia quelle a forte consumo di energia elettrica o di gas (elettrivore o gasivore), il cui elenco dettagliato è tenuto dalla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA).

Quali spese sono finanziabili?

I progetti presentati e finanziabili debbono avere, come obiettivo esclusivo, la transizione degli impianti produttivi verso una maggior protezione ambientale. In particolare, seguendo le direttive presenti nel Regolamento UE n.651/2014, tale transizione deve puntare ad un maggior efficientamento energetico – anche tramite l’installazione di impianti da autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, idrogeno e impianti di cogenerazione ad alto rendimento – o ad un uso maggiormente efficiente delle risorse, tramite il riuso, il riciclo o il recupero delle materie prime.
Non è prevista la possibilità di ammettere all’incentivo trasformazioni volte ad un aumento della capacità produttiva aziendale, se non limitato ad un massimo del 2% esclusivamente per esigenze tecniche.
La spesa complessiva deve rientrare in un range tra i 3 ed i 20 milioni di euro, mentre le opere debbono essere realizzate non oltre trentasei mesi dopo la concessione del contributo.
Si ammettono le spese che riguardano:

  • la sistemazione del suolo aziendale (entro il 10% dell’investimento totale ammissibile);
  • le opere murarie (entro il 40% dell’investimento totale ammissibile);
  • gli impianti e le attrezzature;
  • i programmi informatici;
  • la formazione del personale.

Il contributo a fondo perduto

Le agevolazioni per le imprese consistono in contributi a fondo perduto, variabili in funzione del tipo di investimento, del tipo di scenario considerato e della zona interessata. Essi possono variare dal 15% al 60% delle spese totali.

Come si presenta la domanda

Per accedere agli incentivi è necessario presentare una domanda – una sola per impresa – esclusivamente per via telematica, sul sito di Invitalia, a partire dalle ore 12:00 del prossimo 10 ottobre sino alle ore 12:00 del 12 dicembre 2023. Le imprese ammesse all’agevolazione saranno ordinate in una graduatoria stabilita sulla base dei programmi di investimento. A parità di punteggio, verrà privilegiato l’investimento di salvaguardia ambiente economicamente più contenuto. La graduatoria finale sarà consultabile trascorsi trenta giorni dal termine della presentazione delle domande. I contributi verranno erogati sino ad esaurimento delle risorse disponibili.