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La garanzia RCO

È probabile che molti dei nostri lettori abbiano una certa dimestichezza con la garanzia RCT (Responsabilità Civile verso Terzi), dovuta ad esempio al fatto di aver già stipulato una polizza del cosiddetto “capofamiglia”. Brevemente, una tutela RCT è una copertura in merito a sinistri che comportino una responsabilità civile di natura extracontrattuale. Come recita l’Art.2043 del Codice Civile, “[q]ualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”. L’assicurazione di Responsabilità Civile pertanto esenta l’assicurato dal pagare al terzo danneggiato quanto dovuto, al netto – ovviamente – dell’eventuale dolo e nei limiti del massimale. Generalmente non sono considerati terzi:

  • qualsiasi parente o affine convivente con l’assicurato;
  • i soci di società a responsabilità illimitata oppure gli amministratori e il rappresentante legale di società a responsabilità limitata – nel caso in cui sia una società ad essere assicurata – così come i loro familiari.

Inoltre, non sono considerati terzi neanche eventuali dipendenti e collaboratori dell’assicurato, i quali subiscano danni durante il rapporto di lavoro. A tale copertura è dedicata la garanzia RCO, in genere attivabile nella sezione Responsabilità Civile delle polizze multirischio dedicate ai professionisti e alle Piccole e Medie Imprese.

La responsabilità civile verso i prestatori di lavoro

Il datore di lavoro ha l’obbligo di assicurare i propri dipendenti tramite l’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro). Ci siamo occupati di tali coperture in un articolo precedente. L’assicurazione INAIL è obbligatoria ma va evidenziato come, in caso di infortuni sul lavoro o malattie professionali dei propri dipendenti e collaboratori, il datore di lavoro possa comunque subire richieste risarcitorie non coperte da tale garanzia. La copertura RCO (Responsabilità Civile Operai), generalmente abbinata alla RCT, è lo strumento assicurativo di natura privata che consente la tutela di tali rischi. Ma esattamente, a quali rischi può andare incontro un datore di lavoro garantito dalla sola copertura INAIL?

Rivalsa INAIL per condanna penale

Nel caso in cui l’infortunio sul lavoro o la malattia professionale occorsi abbiano provocato lesioni gravi (oltre 40 giorni di malattia o danni permanenti) o addirittura la morte del lavoratore, scatta d’ufficio una indagine penale nei confronti del datore di lavoro, la quale può portare ad una condanna. In tal caso, l’INAIL eserciterà una rivalsa, richiedendo al datore di lavoro la corresponsione dell’importo capitalizzato della rendita che l’Istituto dovrà versare per la vita al lavoratore sinistrato.

Richiesta di risarcimento eccedente alla prestazione INAIL

È anche possibile che la richiesta di risarcimento da parte del lavoratore o dei suoi eredi (in caso di morte di questi) ecceda la prestazione prevista dalla assicurazione INAIL obbligatoria. L’indennità INAIL è infatti legata alla retribuzione del lavoratore; nel caso in cui l’infortunio dovesse generare un maggior danno rispetto a quanto previsto dai massimali assicurati, il differenziale non sarà ovviamente coperto dalla assicurazione pubblica.

La garanzia RCO protegge quindi il datore di lavoro dal dover risarcire direttamente il lavoratore (o i suoi eredi) nei due casi sopra descritti. Va sottolineato però che l’efficacia di tale garanzia si ha solo nel caso che l’assicurato sia in regola con i pagamenti INAIL obbligatori.

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