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Cos’è, cosa copre e come funziona l’Assicurazione Infortuni?

Quasi tutti coloro che lavorano sono soggetti ad un’assicurazione obbligatoria sugli infortuni. L’INAIL (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) è l’ente statale delegato a coprire gli infortuni sul lavoro, nonché le malattie di tipo professionale. Abbiamo affrontato il tema qui. Anche chi svolge un lavoro di cura domestico – se ha un’età compresa fra i 18 e i 67 anni – dovrebbe obbligatoriamente affidarsi all’INAIL per tutelarsi da eventuali incidenti. Il tema della polizza a tutela degli infortuni domestici è oggetto di una approfondita disamina qui. È però piuttosto intuitivo osservare come da queste tutele previste dalla legge rimangano fuori ampie parti della popolazione (studenti, liberi professionisti,…). Inoltre, l’INAIL tutela esclusivamente l’infortunio sul lavoro o nel tragitto da casa al luogo di lavoro. Tutto il tempo libero non viene compreso dalla copertura INAIL. Per questi ed altri motivi può essere opportuno sottoscrivere una propria polizza infortuni.

Cos’è un infortunio?

In genere per infortunio, in ambito assicurativo, intendiamo un evento dovuto a causa fortuita, violenta ed esterna, che produca lesioni fisiche oggettive tali da condurre alla morte, ad una invalidità permanente o ad una inabilità temporanea. In deroga a questa idea del “trauma improvviso ed esterno”, si considerano infortuni anche altre tipologie di eventi, come ad esempio l’avvelenamento o il colpo di sole.

Invalidità permanente: cosa copre?

Per invalidità permanente intendiamo la perdita definitiva di tutta o di parte della capacità lavorativa. In soldoni, ciò significa perdere letteralmente un arto, o quantomeno le sue funzionalità, così come un organo interno. L’invalidità permanente (IP) può essere parziale o totale, a seconda che la capacità lavorativa sia ridotta o perduta del tutto. A quantificare il grado di IP sono delle specifiche tabelle, valide universalmente per tutti gli assicurati. In genere le compagnie assicurative fanno scegliere tra la tabella ANIA e la tabella INAIL: è possibile trovare in rete numerosi siti che ne riportano i dettagli.

Inabilità temporanea: cosa copre?

L‘inabilità temporanea è una impossibilità di lavorare limitata nel tempo. Anch’essa può essere totale o parziale, ad esempio quando l’infortunato può svolgere solo alcune funzioni lavorative e non altre. In tal caso non c’è una tabella universale in grado di dare una risposta oggettiva e valida per tutti gli assicurati. SI deve pertanto ricorrere ad una valutazione da parte di un medico fiduciario, incaricato dalla compagnia di assicurazione, al fine di stabilire per quanto tempo il lavoratore non sarà in grado di svolgere i propri compiti.

Quanto assicurare?

Un aspetto certamente delicato nell’affrontare una copertura infortuni è quello relativo alla somma economica da assicurare, sia in caso di morte che di invalidità permanente da infortunio. Pur se l’individuazione della somma è lasciata alla volontà delle parti, essa dovrebbe generalmente corrispondere a quanto sarebbe necessario per compensare la perdita di reddito personale (IP) o familiare (caso morte).

Chi è assicurabile con una polizza infortuni?

Ovviamente esistono dei limiti di applicazione di un contratto sugli infortuni. Innanzitutto vi sono dei limiti di età: generalmente alo di sopra dei 75 anni la copertura cessa di esistere. Inoltre, non tutti sono assicurabili, per motivi piuttosto comprensibili: alcolisti, tossicodipendenti, diabetici, epilettici, psichiatrici, son tutti soggetti considerati eccessivamente a rischio.

Variazione del rischio

Va sempre tenuto presente che alcuni cambiamenti di tipo personale – durante la vigenza del contratto infortuni – possono comportare o la cessazione della copertura o l’aggravamento/riduzione del rischio. Se ad esempio dovesse subentrare uno stato di inassicurabilità in corso di copertura (una patologia come il diabete, ad esempio, o una condizione di tossicodipendenza), ovviamente la polizza cessa di valere. Se invece dovesse variare l’attività lavorativa, potrebbe esserci una comprensibile variazione del rischio, con conseguente variazione di premio.

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Olivano Mason
Olivano Mason

Buonasera. Nel 2017 ho stipulato una polizza infortuni in quanto lavoratore autonomo artigiano. La polizza aveva durata 5 anni con scadenza 01/03/2022. L’attività indicata in polizza é libero professionista e la formula di copertura è professionale ed extra professionale. il 27/12/2019 ho chiuso la mia attività di artigiano e sono rimasto disoccupato fino al 17/03/2020. Ho chiesto alla compagnia di recedere dal contratto in quanto la polizza non mi serviva più non avendo più lavoro. La compagnia sosteneva che non potevo recedere e che avrei dovuto pagare il premio intero per gli anni 2020/2021. Solo dopo mia insistenza mi hanno concesso una riduzione del premio ma con massimali decisi da loro. Ho chiesto parere ad un legale che mi ha fatto inviare una comunicazione di recesso ai sensi dell’art. 1896 c.c. per cessazione del rischio per chiusura dell’attività ma sono stato costretto comunque a pagare in quanto hanno minacciato un contenzioso in quanto non c’è nessuna cessazione del rischio essendo il rischio assicurato, secondo loro, la mia persona e quindi l’unico caso di recesso possibile sarebbe la mia morte. Chi aveva ragione, la compagnia o il legale?

Riccardo Cantini
Riccardo Cantini
Editor
in risposta a   Olivano Mason

Buonasera Olivano. Grazie per averci scritto.
Per come lei ci descrive il caso direi proprio che il contratto non può essere oggetto di recesso anticipato per cessazione del rischio. Di fatto – come osserva la compagnia di assicurazione – è lei stesso l’assicurato, il suo profilo professionale è invece determinante per il calcolo del rischio. Come artigiano, certamente, paga un premio più alto che come non occupato o impiegato. Pertanto è corretta una riduzione di premio da parte della compagnia, una volta che questa è venuta a conoscenza di una reale riduzione del rischio per cessata attività.
Spero di esserle stato di aiuto.
Saluti,
Riccardo Cantini

Florin
Florin

Buongiorno la lombalgia da sforzo e un infortunio?

Giuseppe
Giuseppe

Buonasera, Mi chiamo Giuseppe, a Gennaio ho avuto un incidente sul lavoro, frattura 3 distale tibia sx, totale 12 giorni di ricovero e 2 interventi e dl 27 di gennaio sono ancora inabile al lavoro. il datore di lavoro ha detto che oltre all’ inail avrebbe attivato l assicurazione dato che ha la piena colpa lui, da chiarire che mi è caduto un cancello scorrevole sulla gamba perchè lui non lo aveva messo in sicurezza dopo ripetuti avvertimenti dati anche davanti a testimoni , ad oggi non ha aperto ancora alcuna pratica. mi chiedo se rientra nella polizza assicurazioni.
sto pensando di andare dall avvocato per fargli fare il mandato.
grazie della risposta. saluti

Carmen
Carmen

Buonasera,
un contagio da coronavirus (covip2019 per esempio) può essere considerato infortunio?
Grazie,
Carmen

Gigi
Gigi

Una polmonite virale (non parte dal nostro organismo, è frutto di contagio) può essere considerato un infortunio?

Giovanni
Giovanni
in risposta a   Gigi

Buonasera Gigi,

Come risposto in un altro commento, tranne casi termici, in genere no.

Speriamo di esserle stati utili con la nostra opinione e ci tenga aggiornati

Cordiali saluti,
Staff AmicoAssicuratore

Pino
Pino

Salve Giovanni,
la polmonite è considerata infortunio?
Esiste qualche caso o riferimento normativo?
Grazie

Giovanni
Giovanni
in risposta a   Pino

Buonasera Pino,
È importante capire le esclusioni della sua polizza, ma in linea di massima se è una polmonite da colpo di calore, potrebbe esserci una buona possibilità di rivedersi rimborsate le spese, negli altri casi no perché non comporta lesioni fisiche di alcun tipo.

Speriamo di esserle stati utili con la nostra opinione e ci faccia sapere se ha aggiornamenti.

Cordiali saluti,
Staff AmicoAssicuratore

uccio
uccio

Caro Amico Assicuratore,
mi. spiega la ratio del perchè tra i soggetti non risarcibili non vi sono cardiopatici, malati di epatite A/B/C, diabetici, etc. e solo le malattie mentali, le dipendenze e l’HIV ? Mi pare solamente una discriminazione anche infruttuosa visti i numeri rispetto alla totalità di malattie invalidanti.
grazie

Giovanni
Giovanni
in risposta a   uccio

Caro Uccio,

le confermo che anche i cardiopatici, malati di epatite A/B/C, diabetici sono esclusi dalla polizza infortuni e, inoltre, se queste malattie si manifestano successivamente alla stipula del Contratto possono essere motivo di cessazione dello stesso da parte della compagnia.
La ratio è sempre legata alla definizione di Infortunio della Polizza. L’evento per definirsi tale deve essere di fortuito, violento ed esterno e nei casi che mi ha citato verrebbe a mancare la condizione di violento perché si tratta di malattie provenienti dal nostro corpo.

La ringraziamo per aver arricchito l’articolo con qualche ulteriore esempio e ci scriva nuovamente se ha ulteriori dubbi

Saluti,
Staff AmicoAssicuratore

Francesco Patruno
Francesco Patruno

Mia mamma ha fatto delle sclerosanti alle vene della gamba ma il medico ha sbagliato qualcosa e si è otturata la vena safena. Ha dovuto operarsi di urgenza presso un ospedale e sta guarendo ma il dolore e lo spavento possono essere indennizzati dalla polizza infortuni di mia mamma? Grazie

Giovanni
Giovanni
in risposta a   Francesco Patruno

Gentile Francesco,

purtroppo è complicato con questi pochi elementi darle la nostra opinione. Se vuole approfondire, saremo lieti di risponderle.

Saluti,
Lo Staff di AmicoAssicuratore

Vincenzo midulla
Vincenzo midulla

Ma è possibile e chi rivolgersi in caso di controversie

Giovanni
Giovanni
in risposta a   Vincenzo midulla

Buonasera Vincenzo,

le consiglio di rivolgersi ad un professionista per essere maggiormente tutelato

Speriamo di esserle stati utili con la nostra opinione e ci faccia sapere se ha aggiornamenti.

Cordiali saluti,
Staff AmicoAssicuratore

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