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Targa prova: ultime notizie sull’RCA

In un post relativo alle novità assicurative di ottobre 2020 abbiamo segnalato una sentenza della Cassazione e la conseguente circolare ANIA, che fanno il punto sull’utilizzo della targa prova sui veicoli già immatricolati. Vediamo di capirci qualcosa di più.

La sentenza della Corte di Cassazione

Lo svolgimento dei fatti

Nel marzo del 2003 marito e moglie subiscono lesioni personali, a seguito di perdita del controllo del veicolo di proprietà loro, nel quale sono trasportati. A condurre il veicolo è l’addetto di una autofficina, che muore nell’impatto. L’addetto è alla guida del mezzo per verificare l’esistenza di un problema meccanico. Prima di mettersi in marcia, l’addetto preleva dall’officina una targa prova, che appone sulla parte posteriore dell’autovettura.

Le parti in causa

L’autofficina, nonché la compagnia assicuratrice del mezzo, si costituiscono, sostenendo che la responsabilità civile deve essere garantita dalla compagnia assicurativa a tutela della targa prova.
Anche la compagnia assicuratrice della targa prova si costituisce, sostenendo che la responsabilità civile deve essere garantita dalla compagnia assicuratrice del veicolo.

La sentenza del Giudice di Pace

Ad aprile del 2010 il Giudice di Pace di Vicenza condanna al risarcimento dei danni l’autofficina e la compagnia assicuratrice della targa prova. La responsabilità della compagnia assicuratrice del veicolo viene così considerata estranea all’oggetto della controversia.

L’appello

A settembre 2010 la compagnia che tutela la targa prova fa appello, sostenendo che la targa prova in realtà è stata rinvenuta vicino ad una scarpata non nell’immediatezza del sinistro, deducendone con ciò l’esclusiva responsabilità dell’assicuratore del mezzo. Il Tribunale, nel maggio del 2018, conferma la condanna della compagnia assicuratrice della targa prova. Da qui il ricorso in Cassazione da parte dell’assicuratore della targa prova.

La decisione della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione evidenzia come la finalità della targa prova sia quella di consentire la provvisoria circolazione di un veicolo non ancora immatricolato e non quella di sostituire l’assicurazione di un mezzo già targato. Risulta altresì vero che tra i soggetti autorizzati ad ottenere targhe prova ci siano anche le autofficine, ma sempre in quanto operano su veicoli da immatricolarsi (vedasi il Decreto del Presidente della Repubblica n.474 del 24 novembre 2001). Inoltre, nel caso in specie, poiché la targa prova è da riferirsi ai veicoli e non ai loro utilizzatori, affinché si fosse inteso coprire l’addetto all’autofficina nell’esercizio della sua professione, sarebbe stata necessaria una diversa copertura di responsabilità civile, a tutela cioè dell’esercizio di autoriparazione. Il ricorso risulta pertanto fondato: un veicolo già immatricolato (e con ciò targato) non può essere coperto dall’assicurazione relativa ad una eventuale targa prova.

La posizione dell’ANIA

Sulla vicenda è intervenuta l’ANIA, l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, con una circolare dello scorso 23 settembre. L’Associazione ha messo in evidenza come la sentenza della Corte di Cassazione riguardi il solo caso di veicolo già targato e già munito di regolare copertura assicurativa. È stato quindi richiesto alle compagnie assicurative di proseguire come da prassi: garantire la copertura di responsabilità civile per le targhe prova sia sui veicoli non immatricolarti sia su quelli immatricolati. Nel frattempo è stato presentato in Parlamento un apposito disegno di legge (A.C. 1365), volto proprio a modificare il già citato D.P.R. 474/2001, al fine di disambiguare la normativa sulla copertura di responsabilità civile per le targhe prova.

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